Decreto Gelmini: diamoci un'occhiata
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By Cecilia Tagliaferri in Scuola Published: Saturday, 11 October 08 - 10:20 AM (GMT +01:00) Last Updated: Wednesday, 15 October 08 - 03:03 PM (GMT +01:00) |
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Vi propongo, sul decreto Gelmini, e su quello che gli sta intorno, un po' di documenti e qualche sintesi, limitando l'indagine alla scuola dell'infanzia e al ciclo elementare.
Non vogliatemene se sospendo il giudizio. Personalmente ho bisogno di capire cosa ha in testa chi propugna questa riforma. Capire mi sembra sempre il primo passo necessario per qualunque solida presa di posizione (successiva). Vi invito quindi ad un "severo" esercizio di ascolto: cerchiamo di comprendere le ragioni della riforma.
La frase cruciale del decreto è questa: "le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una piu' ampia articolazione del tempo-scuola...". Qui potete trovare il Testo completo del Decreto Gelmini e il testo approvato dalla Camera dei Deputati
Per comprendere le motivazioni della riforma leggete lo
Tento un riassunto delle ragioni della riforma:
- eccessivo costo per studente, ed eccessivo rapporto insegnanti/studenti rispetto alla media OCSE.
- Ritardi nell'apprendimento, rispetto alla media OCSE (in particolare in matematica e lingue straniere)
- disinteresse degli alunni e demotivazione del personale per assenza di riconoscimenti al merito.
Potrà altresì aversi, ai sensi del decreto legislativo 59/2004, una estensione delle ore di lezione pari ad un massimo di 10 ore settimanali, comprensive della mensa."
Prendendo a modello "gli obiettivi e le strategie utilizzati in ambito internazionale, per realizzare il successo scolastico", si vogliono eliminare sprechi e sottoutilizzi (es: chiusura delle scuole con numero di alunni inferiori a 500), riduzione degli indirizzi e dei carichi di orario, uso più produttivo dell'impegno degli insegnanti, un più appropriato ed efficace utilizzo delle risorse. "Gli interventi...mirano ad incrementare di un punto il rapporto alunni/docenti e a ridurre del 17% la consistenza del personale ATA". "Il 30% delle economie che saranno realizzate sarà destinato al merito e allo sviluppo professionale del personale della scuola".
Mi sembra opportuno citare testualmente le motivazioni alla riduzione dell'orario scolastico: si vuole "la sostenibilità per gli studenti del carico orario e della dimensione quantitativa dei piani di studio, opportunamente riducendo l’eccessiva espansione degli insegnamenti e gli assetti orari dilatati, che si traducono in un impegno dispersivo e poco produttivo, in parte responsabile degli insuccessi, del fenomeno della dispersione e dell’abbandono" .
La razionalizzazione della rete scolastica e la revisione del I e II ciclo verranno definite entro dicembre 2008 e saranno attive a partire dall' A.S. 2009-2010. In particolare "reintroduzione nella scuola primaria del maestro unico dal 1 settembre 2009".
La modifica dei programmi scolastici segue le indicazioni espresse dal ministro della Pubblica Istruzione G. Fioroni nel settembre 2007 (governo Prodi): Indicazioni Nazionali per la Scuola dell' Infanzia e per il Primo Ciclo d'istruzione.
Circa la compresenza il piano programmatico afferma: "L’assestamento dei curricoli e la razionalizzazione dei piani di studio di cui sopra dovranno comportare ... la revisione delle attuali forma di compresenza, finalizzata al più proficuo utilizzo del personale docente e all’estensione del servizio".
Circa la Scuola dell'Infanzia: "Nella scuola dell’infanzia l’orario obbligatorio delle attività educative, nell’ottica di una progressiva generalizzazione e tenendo conto delle diversificate esigenze rappresentate dalle famiglie, si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unità di personale docente per sezione e riorganizzando il più possibile il funzionamento delle sezioni di una medesima scuola sulla base di tali opzioni. Le conseguenti economie di ore e di posti potranno consentire nuove attivazioni e conseguentemente l’estensione del servizio." Il piano programmatico prosegue prevedendo l'inserimento nella scuola materna di bimbi fra i due e i tre anni (nelle stesse sezioni, fino a 30 bambini, con una sola insegnante!
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Circa la Scuola Primaria mi pare utile citare integralmente il piano: "Nella scuola primaria va privilegiata... l’attivazione di classi affidate ad un unico docente e funzionanti per un orario di 24 ore settimanali. Tale modello didattico e organizzativo, infatti, appare più funzionale all’innalzamento” degli obiettivi di apprendimento, con particolare riguardo all’acquisizione dei saperi di base, favorisce l’unitarietà dell’insegnamento soprattutto nelle classi iniziali, rappresenta un elemento di rinforzo del rapporto educativo tra docente e alunno, semplifica e valorizza la relazione fra scuola e famiglia. Nell’arco di vita intercorrente dai sei ai dieci anni si avverte il bisogno di una figura unica di riferimento con cui l’alunno possa avere un rapporto continuo e diretto. Le economie derivanti da tale modello didattico, allo stato non quantificabili, consentono di ottenere ulteriori risorse che potranno ridurre l’incidenza degli altri interventi. Resta comunque aperta la possibilità di una più ampia articolazione del tempo scuola, tenuto conto della domanda delle famiglie e della dotazione organica assegnata alle scuole, nel rispetto dell’autonomia delle stesse. Le relative opzioni organizzative possibili sono le seguenti:
- la prima (27 ore), corrispondente all’orario di insegnamento di cui al decreto legislativo 59/2004, con esclusione delle attività opzionali facoltative;
- la seconda (30 ore) comprensiva dell’orario opzionale facoltativo e con l’introduzione del maestro prevalente; quest’ultimo nei limiti dell’organico assegnato, integrabile con le risorse disponibili presso le scuole.
Potrà altresì, ai sensi del decreto legislativo 59/2004, una estensione delle ore di lezione pari ad un massimo di 10 ore settimanali, comprensive della mensa"
Iter legislativo: la Camera dei deputati ha approvato il ddl di conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola (9 ottobre). I presenti in aula erano 513, i votanti 485, la maggioranza necessaria era di 243 voti, a favore hanno votato 280 deputati, contro 205. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.
La posizione dei sindacati: i sindacati sono tutti sul piede di guerra: quelli di base scioperano il 17 ottobre, confederali e autonomi il 30.
I dati su cui si appoggiano le statistiche OCSE per valutare l'efficienza della scuola italiana rispetto agli altri Paesi europei sono contenuti nell' OECD Programme for International Student Assessment di Pisa.

Concludendo: la posta in gioco è alta, manteniamo vigile l'attenzione!


GRAZIE