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Decreto Gelmini: diamoci un'occhiata

623190359_48627e4fdf_m.jpg By Cecilia Tagliaferri in Scuola
Published: Saturday, 11 October 08 - 10:20 AM (GMT +01:00)
Last Updated: Wednesday, 15 October 08 - 03:03 PM (GMT +01:00)

Vi propongo, sul decreto Gelmini, e su quello che gli sta intorno,  un po' di documenti e qualche sintesi, limitando l'indagine alla scuola dell'infanzia e al ciclo elementare.

Non vogliatemene se sospendo il giudizio. Personalmente ho bisogno di capire cosa ha in testa chi propugna questa riforma. Capire mi sembra sempre il primo passo necessario per qualunque solida presa di posizione (successiva). Vi invito quindi ad un "severo" esercizio di ascolto: cerchiamo di comprendere le ragioni della riforma.

La frase cruciale del decreto è questa: "le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una piu' ampia articolazione del tempo-scuola...". Qui potete trovare il Testo completo del Decreto Gelmini e il testo approvato dalla Camera dei Deputati

 Per comprendere le motivazioni della riforma leggete lo 

schema del piano programmatico del Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca con l’Università di Economia e Finanze

Tento un riassunto delle ragioni della riforma:

  • eccessivo costo per studente, ed eccessivo rapporto insegnanti/studenti rispetto alla media OCSE.
  • Ritardi nell'apprendimento, rispetto alla media OCSE (in particolare in matematica e lingue straniere)
  • disinteresse degli alunni e demotivazione del personale per assenza di riconoscimenti al merito.
  • Potrà altresì aversi, ai sensi del decreto legislativo 59/2004, una estensione delle ore di lezione pari ad un massimo di 10 ore settimanali, comprensive della mensa."

La riforma consiste nel "riordino ed essenzializzazione dell’intero quadro normativo, ordinamentale, organizzativo e operativo". Si vuole semplificare per rendere più efficiente per alzare la qualità. Si punta quindi a realizzare "sia il riassetto della spesa pubblica sia l’ammodernamento e lo sviluppo del sistema". L'operazione dice di tener conto delle indicazioni contenute nel Quaderno Bianco sulla Scuola presentato dal Governo Prodi il 23 Settembre 2007 (si tratta di una "pubblicazione che raccoglie dati, studi e analisi sulla realtà della scuola italiana, finalizzata a progettare i prossimi interventi del Governo sulla scuola, in una logica di programmazione della politica e di stabilizzazione del sistema scolastico" (vedi presentazione). ".. il Quaderno Bianco, è uno studio promosso dai due ministeri, quello della Pubblica Istruzione e quello dell'Economia e ha impegnato un gruppo interministeriale a cui si è aggiunto il contributo di ricercatori e docenti universitari"). In sintesi gli obiettivi indicati sono: formare profili immediatamente utili nel mondo economico; sistema di valutazione in grado di misurare l'acquisizione di effettive capacità; riconoscimento del merito nella retribuzione degli insegnanti.

Prendendo a modello "gli obiettivi e le strategie utilizzati in ambito internazionale, per realizzare il successo scolastico", si vogliono eliminare sprechi e sottoutilizzi (es: chiusura delle scuole con numero di alunni inferiori a 500), riduzione degli indirizzi e dei carichi di orario, uso più produttivo dell'impegno degli insegnanti, un più appropriato ed efficace utilizzo delle risorse. "Gli interventi...mirano ad incrementare di un punto il rapporto alunni/docenti e a ridurre del 17% la consistenza del personale ATA". "Il 30% delle economie che saranno realizzate sarà destinato al merito e allo sviluppo professionale del personale della scuola".

Mi sembra opportuno citare testualmente le motivazioni alla riduzione dell'orario scolastico: si vuole "la sostenibilità per gli studenti del carico orario e della dimensione quantitativa dei piani di studio, opportunamente riducendo l’eccessiva espansione degli insegnamenti e gli assetti orari dilatati, che si traducono in un impegno dispersivo e poco produttivo, in parte responsabile degli insuccessi, del fenomeno della dispersione e dell’abbandono" .

La razionalizzazione della rete scolastica e la revisione del I e II ciclo verranno definite entro dicembre 2008 e saranno attive a partire dall' A.S. 2009-2010. In particolare "reintroduzione nella scuola primaria del maestro unico dal 1 settembre 2009".

La modifica dei programmi scolastici segue le indicazioni espresse dal ministro della Pubblica Istruzione G. Fioroni nel settembre 2007 (governo Prodi): Indicazioni Nazionali per la Scuola dell' Infanzia e per il Primo Ciclo d'istruzione.

Circa la compresenza il piano programmatico afferma: "L’assestamento dei curricoli e la razionalizzazione dei piani di studio di cui sopra dovranno comportare ... la revisione delle attuali forma di compresenza, finalizzata al più proficuo utilizzo del personale docente e all’estensione del servizio".

Circa la Scuola dell'Infanzia: "Nella scuola dell’infanzia l’orario obbligatorio delle attività educative, nell’ottica di una progressiva generalizzazione e tenendo conto delle diversificate esigenze rappresentate dalle famiglie, si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unità di personale docente per sezione e riorganizzando il più possibile il funzionamento delle sezioni di una medesima scuola sulla base di tali opzioni. Le conseguenti economie di ore e di posti potranno consentire nuove attivazioni e conseguentemente l’estensione del servizio." Il piano programmatico prosegue prevedendo l'inserimento nella scuola materna di bimbi fra i due e i tre anni (nelle stesse sezioni, fino a 30 bambini, con una sola insegnante! )

Circa la Scuola Primaria mi pare utile citare integralmente il piano: "Nella scuola primaria va privilegiata... l’attivazione di classi affidate ad un unico docente e funzionanti per un orario di 24 ore settimanali. Tale modello didattico e organizzativo, infatti, appare più funzionale all’innalzamento” degli obiettivi di apprendimento, con particolare riguardo all’acquisizione dei saperi di base, favorisce l’unitarietà dell’insegnamento soprattutto nelle classi iniziali, rappresenta un elemento di rinforzo del rapporto educativo tra docente e alunno, semplifica e valorizza la relazione fra scuola e famiglia. Nell’arco di vita intercorrente dai sei ai dieci anni si avverte il bisogno di una figura unica di riferimento con cui l’alunno possa avere un rapporto continuo e diretto. Le economie derivanti da tale modello didattico, allo stato non quantificabili, consentono di ottenere ulteriori risorse che potranno ridurre l’incidenza degli altri interventi. Resta comunque aperta la possibilità di una più ampia articolazione del tempo scuola, tenuto conto della domanda delle famiglie e della dotazione organica assegnata alle scuole, nel rispetto dell’autonomia delle stesse. Le relative opzioni organizzative possibili sono le seguenti:

  • la prima (27 ore), corrispondente all’orario di insegnamento di cui al decreto legislativo 59/2004, con esclusione delle attività opzionali facoltative;
  • la seconda (30 ore) comprensiva dell’orario opzionale facoltativo e con l’introduzione del maestro prevalente; quest’ultimo nei limiti dell’organico assegnato, integrabile con le risorse disponibili presso le scuole.

Potrà altresì, ai sensi del decreto legislativo 59/2004, una estensione delle ore di lezione pari ad un massimo di 10 ore settimanali, comprensive della mensa"

Iter legislativo:  la Camera dei deputati ha approvato il ddl di conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola (9 ottobre). I presenti in aula erano 513, i votanti 485, la maggioranza necessaria era di 243 voti, a favore hanno votato 280 deputati, contro 205. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.

La posizione dei sindacati: i sindacati sono tutti sul piede di guerra: quelli di base scioperano il 17 ottobre, confederali e autonomi il 30.

La posizione della Regione Emilia Romagna: Risoluzione della Regione Emilia Romagna del 23 settembre 2008  circa il decreto Gelmini

I dati su cui si appoggiano le statistiche OCSE per valutare l'efficienza della scuola italiana rispetto agli altri Paesi europei sono contenuti nell' OECD Programme for International Student Assessment di Pisa.


Concludendo: la posta in gioco è alta, manteniamo vigile l'attenzione!

 

BIMBI A SCUOLA - CASALECCHIO DI RENO

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1 Comment so far:

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il miglior contrbuto gianni Monni 10/24/08



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Title: il miglior contrbuto
Author: gianni Monni
Date Posted: 24 Oct 2008 08:10 PM (GMT +01:00)

Vi faccio i complimenti per la chiarezza ed obiettività che ho potuto riscontrare sul vostro sito,senza dubbio dopo 3 ore su internet il più completo ed esaustivo sopratutto con i link,

 

continuate così

 

 

Smile  GRAZIE 




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